Domenica 24 aprile, grazie al ”Sunday Brunch Classic”, abbiamo avuto occasione di ascoltare Hiromi Maekawa.
Hiromi vive in Italia e,in questo periodo della sua carriera, si sta interessando alla trascrizione in giapponese di brani pop italiani.

Nel pomeriggio di domenica, Hiromi ha cantato ”Ave Maria” di G. Caccini dedicandola a tutte le vittime del terremoto di Kumamoto, nella speranza che tornino al più presto giorni felici e tranquilli.

Successivamente ha presentato al pubblico ”Sapore di sale”, una famosa canzone di Gino Paoli, il cantante più amato in Italia.
La sua voce ha portato nel locale il gusto del mare italiano e, con esso, una nostalgica malinconia d'amore.

È seguito, poi, il brano ”Parole parole” reso famoso da Mina.
Il dolce canto di Hiromi ci ricorda con il testo da lei tradotto, la difficoltà di comunicazione sentimentale tra uomini e donne:
è ancora emozionante il ricordo della sua voce quando canta l'ultima frase ”parole parole..soltanto parole tra noi”.

Hiromi Maekawa ha cominciato a tradurre poeticamente brani italiani in giapponese 6 anni fa. ”Non conoscendo la lingua italiana, i miei connazionali non potevano provare e partecipare ai sentimenti che queste canzoni suscitano. Cosi ho cominciato a trascriverli in giapponese. Il pubblico ha dimostrato entusiasmo e alla fine del concerto mi ha chiesto di proporre altri brani.”

”Quando trascrivo cerco di conservare le cadenze e trovare termini simili alle parole originali.”

La voce di Hiromi, con la poesia delle sue traduzioni, riesce a trasmetterci il senso dell'amore ardente italiano e ci fa commuovere fino al profondo del cuore.

Quarto brano:”Non ho l'età”
Hiromi ha pensato ad una trascrizione mista nella quale, conservando una piccola parte in italiano, crea, con la sua voce ricca d'espressione, una bellissima atmosfera che ci invita al ricordo della gioventù.

Dall'interpretazione post adolescenziale di ”Non ho l'età”, Hiromi passa improvvisamente a ”Tintarella di luna”, una famosa canzone di Mina dai ritmi marcati, che ci rivela tutta la sua matura sensualità.

Passando a ”Volare”, di Domenico Modugno, la nostra brava cantante ci ha portato, con la sua ricca interpretazione, in un cielo infinito.

Il tempo del concerto è volato velocemente. ”Ora siamo all'ultimo brano. Vi ringrazio di essere venuti. Sono ancora indecisa su cosa cantare.”

Hiromi ha poi scelto ”Il cielo in una stanza” di Gino Paoli.

Il giorno del concerto a Tokyo pioveva ma grazie a Hiromi, fuori e dentro il locale il cielo era immenso e blu.

Alla fine dell'intervista, ringraziando il pubblico, ”Penso di avervi proposto brani a voi sconosciuti; nonostante questo oggi avete confermato in me il calore, la passione e la curiosità del pubblico giapponese per la musica, la cultura e l'arte.”

Grazie al “Sunday Brunch Classic”, il progetto di cantare in giapponese brani di succeso pop italiani, ideato da Hiromi e novità assoluta per il Giappone, è arrivato da noi come se fosse aria soave.

link all'articolo originale:
http://spice.eplus.jp/articles/54608

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【foto di OKAZAKI OSHOW】
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